LASSITÀ LEGAMENTOSA

 53 intro leg

 

Con il termine lassità legamentosa si intende una condizione in cui, i legamenti, che hanno lo scopo di contenere passivamente le articolazioni nella loro sede, sono lassi e quindi tendono ad allungarsi più della media.

Questa condizione viene anche definita sindrome di ipermobilità articolare, ed è una patologia ereditaria che può essere anche accompagnata da dolore nel sistema muscolo-scheletrico1. La sindrome da iperlassità legamentosa può essere quindi congenita (quando è una componente genetica che la determina, trasmessa da un genitore) oppure acquisita (successiva a un trauma o a una distorsione).

L’ipermobilità viene anche definita come una condizione in cui il range di movimento supera quello che viene considerato “normale” per quel tipo di articolazione, tenendo conto dell’età, del sesso e dell’etnia del paziente. Questa condizione non viene considerata uno stato di malattia, perché non può essere guarita; tuttavia, l’instabilità articolare e i dolori muscoloscheletrici possono essere migliorati, anche di molto, per tenere alta la qualità di vita.

diagnosi ed eziologia

leg 02La diagnosi della lassità legamentosa viene effettuata attraverso il punteggio di Beighton. Questa valutazione tiene conto della flessibilità in cinque punti specifici del corpo (gomito, quinta articolazione metacarpo-falangea, pollice, polso e ginocchia), attribuendo 1 punto per ogni articolazione che eccede dal movimento “medio” o “normale” per quell’articolazione (vengono valutate le articolazioni di entrambi i lati). Si parla di lassità legamentosa quando il punteggio finale va da 5 a 9 punti totali2.

Diversi studi hanno dimostrato come la lassità legamentosa abbia una forte componente genetica. I parenti di primo grado a cui viene trasmessa la sindrome possono essere identificati nel 50% dei casi, visibile attraverso una mutazione del gene della fibrillina, proteina che determina l’allungamento e l’elasticità dei legamenti.

La qualità di vita viene compromessa, principalmente, a causa di cinque conseguenze della sindrome: disabilità fisica, dolore cronico, affaticamento, chinesifobia (paura di muoversi) e disagio psicologico. Ciò si riflette in una disfunzione biomeccanica precoce, che interessa l’andatura e la postura, associata a una scorretta attivazione muscolare, sia in posizioni statiche, che dinamiche. Inoltre, la chinesifobia porta a muoversi sempre meno, enfatizzando gli schemi motori scorretti ed entrando in un circolo vizioso in cui la posizione scorretta danneggia i muscoli, che a loro volta non permettono al corpo di muoversi correttamente, aumentando la posizione scorretta e i dolori muscolo-scheletrici3.

Il sintomo primario della ipermobilità articolare è il dolore, che si manifesta inizialmente sotto forma di episodi acuti e diventa cronico nel tempo. Questi dolori sono sempre dovuti al mal funzionamento delle articolazioni e dei muscoli a esse collegati.

Tra i pazienti affetti da sindrome di ipermobilità articolare vi è una maggiore incidenza di sintomi psichiatrici, tra cui depressione, ansia e attacchi di panico, spesso dovuti ad anni di sofferenza per gli effetti della sindrome4.

trattamento dell'ipermobilità in fisio10

Due studi randomizzati hanno dimostrato una riduzione del dolore del 30-40% leg 01 bambini affetti dalla sindrome di iperlassità legamentosa dopo sei-otto settimane di esercizi sotto la supervisione di un fisioterapista5.

Il solo lavoro con il fisioterapista, però, non è la soluzione per avere un effetto duraturo nel tempo. Il dolore acuto può essere anche gestito attraverso dei farmaci consigliati dal medico curante, attraverso il ghiaccio, il massaggio, o l’elettroterapia. Queste tecniche devono essere utilizzate solo nel momento in cui ho un aumento del dolore, non come soluzione a lungo termine.

Diventa essenziale, per tenere sotto controllo la sindrome, eseguire con continuità dell’attività fisica: quest’ultima dovrebbe essere rivolta all’allenamento dei muscoli stabilizzatori delle articolazioni, e alla capacità di tenere l’articolazione in sede durante tutti i movimenti della quotidianità, soprattutto nei più complessi.

All’interno della nostra struttura un’equipe composta da medici, fisioterapisti e specialisti dell’esercizio fisico collaborano in continuazione tra di loro, per offrire al paziente un percorso di recupero continuo, intersecando diverse figure professionali.

Come prima cosa viene eseguito un incontro con il medico competente, per definire l’entità della sindrome e la strategia più adatta per quella persona per migliorare la condizione di vita.

Una volta definito il percorso più adatto, il paziente viene preso in carico dai fisioterapisti per togliere il dolore acuto attraverso manipolazioni e terapie strumentali, per poi passare in palestra rieducativa, dove gli specialisti dell’esercizio si impegneranno per insegnare alla persona a come muoversi nel modo più efficiente possibile, in modo da non sollecitare ulteriormente le articolazioni e permettere un loro funzionamento ottimale.

 Il focus della nostra struttura rimane sempre lo stesso: la salute della persona al primo posto.

 

bibliografia
  1. Fikree A, Aziz Q, Grahame R. Joint hypermobility syndrome. Rheum Dis Clin North Am. 2013; 39(2): 419-30.
  2. Hakim AJ, Grahame R. A simple questionnaire to detect hypermobility: an adjunct to the assessment of patients with diffuse musculoskeletal pain. Int J Clin Pract. 2003; 57(3): 163-6.
  3. Castori M, Morlino S, Celletti C, Celli M, Morrone A, Colombi M, et al. Management of pain and fatigue in the joint hypermobility syndrome (a.k.a. Ehlers-Danlos syndrome, hypermobility type): principles and proposal for a multidisciplinary approach. Am J Med Genet A. 2012; 158A: 2055-70.
  4. Albayrak I, Yilmaz H, Ekrem AH, Salli A, Karaca G. Is pain the only symptom in patients with benign joint hypermobility syndrome? Clin Rheumatol. 2015; 34(9): 1613-9.
  5. Pacey V, Tofts L, Wesley A, Collins F, Singh-Grewal D. Joint hypermobility syndrome: a review for clinicians. Review article. J Paediatr Child Health. 2015; 51(4): 373-80.

 


Fisio10 Srl Centro Medico Fisioterapico
Dir. San. dott. Francesco Greco Spec. in Ortopedia e Traumatologia
Via Guasti 12/H int.3 Padova - Tel. 049 680 080 Cell. 340 2237025
P.IVA 04573830280 - Autorizzazione sanitaria N. 13/2022