Rottura del Tendine d'Achille

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Il tendine d’Achille (o tendine calcaneare) è la parte finale dei muscoli posteriori della gamba, ovvero dei muscoli del polpaccio e del muscolo soleo. Il tendine si inserisce nella parte inferiore del tallone, dando continuità alla fascia plantare che si trova sotto il piede.

La sua funzione è quella di trasmettere le forze dal polpaccio al piede, permettendo la flessione plantare, movimento essenziale per il nostro corpo, che ci permette di caricare sul piede nella fase di spinta della camminata o della corsa.

rottura del tendine d'achille

Il tendine, come le altre strutture del corpo, può andare incontro a lesione, che può essere parziale (solo alcune fibre del tendine vengono lacerate) oppure totale (c’è la completa rottura del tendine d’Achille).

La rottura del tendine d’Achille rappresenta il 20% di tutte le lesioni che riguardano i tendini1. Gli uomini sono da 2 a 12 volte più inclini alla rottura del tendine d’Achille rispetto alle donne2.

In una meta-analisi del 2012, è stato visto come l’età media al momento della lesione è di 39,8 anni3-4.

La lesione del tendine può essere provocata da un trauma o un evento ben preciso, oppure per delle tensioni continue che con il tempo mi portano alla lacerazione del tessuto fibroso. 

Alcune delle cause che tendenzialmente portano alla rottura del tendine possono essere le seguenti:

  • Aumento improvviso di peso
  • Attività fisica scorretta
  • Tendiniti frequenti
  • Diabete
  • Artrite reumatoide

I sintomi che si percepiscono una volta avvenuta la lesione sono i seguenti:

  • Sensazione improvvisa di un colpo alla caviglia/polpaccio, come se qualcuno avesse tirati un sassolino sulla zona
  • Percezione di un rumore sordo nel momento della rottura
  • Incapacità di flettere la pianta del piede, quindi di muovere il piede verso il basso
  • Ematoma e gonfiore localizzato nella caviglia o nel piede
  • Incapacità di alzarsi sulla punta del piede infortunato

img tendach 2Il tendine d’Achille è capace di sopportare forze di trazioni molto forti, guadagnandosi il titolo di tendine più forte del corpo umano. Sfortunatamente però, non è molto vascolarizzato, determinando delle tempistiche lunghe per la completa guarigione del tendine.

trattamento chirurgico o non chirurgico?

Una meta analisi ha studiato a fondo diversi studi che hanno analizzato l’argomento, analizzando i seguenti aspetti: tasso di recidiva (probabilità di rompersi di nuovo il tendine), range di movimento, circonferenza del muscolo del polpaccio, forza espressa dal tricipite surale, capacità di espressione del movimento. I risultati finali hanno evidenziato come non ci sia una sostanziale differenza tra i due interventi; le uniche cose che vale la pena sottolineare sono che con l’intervento chirurgico si può iniziare prima una mobilizzazione del tendine e quindi si potrebbero ridurre le tempistiche per il ritorno al lavoro o allo sport. Dall’altra parte, l’intervento chirurgico tende a portare complicanze cutanee a livello della cicatrice, a causa dell’incisione che viene fatta per riparare il tendine5.

In ogni caso, la decisione finale deve essere fatta dal medico competente che deciderà se sarà il caso di operare chirurgicamente o se optare per il trattamento conservativo, in base alla salute della persona, alla sua età e all’attività che andrà a svolgere.

trattamento della lesione in fisio10

Come per le altre lesioni, all’interno della nostra struttura c’è in iter ben preciso per img tendach 3la cura della lesione del tendine d’Achille. 

Come prima cosa viene eseguita una visita dal medico ortopedico, per valutare l’entità della lesione, anche attraverso delle indagini strumentali (ecografia, risonanza magnetica). Sarà lo stesso medico, una volta capita la gravità della lesione e analizzato il paziente, a scegliere se procedere con il trattamento chirurgico o quello conservativo.

Che sia chirurgico o conservativo, per il paziente non cambia molto il percorso riabilitativo, cambieranno le scelte e le decisioni prese dal nostro personale specializzato, per adattare al meglio il protocollo alla persona che viene trattata.

La fase iniziale del percorso riabilitativo verrà eseguita nei box adibiti ai trattamenti fisioterapici, dove viene ridotta al minimo l’infiammazione causata dall’infortunio, viene ridotto il gonfiore, mobilizzata l’articolazione passivamente, massaggiati i muscoli che si collegano al tendine d’Achille e, in modo graduale, viene iniziata una prima fase di ritorno al carico sul piede infortunato.

Una volta usciti dalla fase acuta in cui il dolore nella zona interessata è molto basso e sopportabile, il trattamento si sposta dalla fisioterapia alla palestra di rieducazione funzionale. Al suo interno, i nostri addetti specialisti dell’esercizio fisico permetteranno al paziente, in base alle sue caratteristiche fisiologiche e alle attività che dovrà svolgere, a tornare alla vita quotidiana e alle attività che venivano eseguite prima dell’infortunio. Il percorso prevederà esercizi di mobilizzazione, di allungamento della muscolatura, di rinforzo del tono muscolare ed esercizi di propriocezione ed equilibrio per allenare la stabilità del piede.

Il focus della nostra palestra rimane sempre lo stesso, dall’inizio alla fine del percorso riabilitativo: la salute della persona al primo posto.

 

bibliografia
  1. Gillies H, Chalmers J. The management of fresh ruptures of the tendo achillis. J Bone Joint Surg Am. 1970;52(2):337-43.
  2. Movin T, Ryberg A, McBride DJ, Maffulli N. Acute rupture of the Achilles tendon. Foot Ankle Clin. 2005;10(2):331-56.
  3. Moller A, Astron M, Westlin N. Increasing incidence of Achilles tendon rupture. Acta Orthop Scand. 1996;67(5): 479-81.
  4. Nillius SA, Nilsson BE, Westlin NE. The incidence of Achilles tendon rupture. Acta Orthop Scand. 1976;47(1):118-21.
  5. Soroceanu, Alexandra MD, CM, MPH1; Sidhwa, Feroze MD, MPH2; Aarabi, Shahram MD, MPH3; Kaufman, Annette MPH, PhD4; Glazebrook, Mark MD, PhD1 Surgical Versus Nonsurgical Treatment of Acute Achilles Tendon Rupture, The Journal of Bone & Joint Surgery: December 5, 2012 - Volume 94 - Issue 23 - p 2136-2143 doi: 10.2106/JBJS.K.00917

 


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