L'articolazione della caviglia

La caviglia è formata dalle articolazioni tra tibia, fibula e astragalo: attraverso la sua funzione permette di distribuire il peso corporeo sul terreno, nonché di aiutare l’intero corpo ad assumere una postura adeguata per rimanere in piedi o avanzare nello spazio.

Come abbiamo accennato in precedenza, l’articolazione della caviglia è formata da 3 sotto articolazioni, oltre ai tessuti molli che stabilizzano e sostengono le ossa, composti dalla capsula articolare, dai legamenti e dai tendini dei muscoli principalmente interessati sull’articolazione.

infortuni alla caviglia

Gli infortuni alla caviglia sono la patologia più comune che rappresenta fino al 67% di tutti gli infortuni legati a determinati sport, come nel calcio1-2

L’infortunio più comune è la distorsione, ovvero una condizione in cui, per un istante, l’articolazione viene caviglia 02 forzata in dei gradi che fisiologicamente non può raggiungere, perché limitata dagli stabilizzatori passivi dell’articolazione. Nella distorsione, infatti, avviene un’instabilità meccanica perché i legamenti cedono e non mantengono più l’articolazione dentro i suoi gradi fisiologici. La capsula dell’articolazione della caviglia e i tessuti molli attorno ad essa sono spesso allungati o strappati al momento della lesione, interrompendo le fibre nervose propriocettive che la attraversano. Questa condizione può produrre un’instabilità funzionale in cui il giocatore può essere meccanicamente stabile ma incapace di mantenere l’equilibrio quando si trova su un arto solo3.

La distorsione si può suddividere in 3 categorie in base alla loro gravità:

  • Distorsione di 1° grado: sono caratterizzate da uno stiramento delle componenti capsulari e legamentose. Non ci sono rotture e può esserci un leggero versamento sottocutaneo dovuto alla rottura di qualche capillare;
  • Distorsione di 2° grado: a differenza delle prime, le distorsioni di secondo grado presentano una rottura parziale del legamento. Il versamento sottocutaneo potrebbe essere più importante, come il dolore percepito;
  • Distorsione di 3° grado: sono le più gravi, in cui c’è una rottura completa del legamento interessato, con un importante versamento e dolore al tatto. Inoltre, una distorsione di questo grado può portare anche alla frattura dei malleoli, estremità inferiori delle ossa delle gambe.

Oltre alle distorsioni, altri infortuni alla caviglia possono comprendere la rottura del tendine d’achille o la frattura dell’osso astragalo.

la propriocezione della caviglia

caviglia 03

La propriocezione può essere definita come l’insieme delle funzioni deputate al controllo della posizione e del movimento del corpo, sulla base delle informazioni rilevate da ricettori periferici, denominati propriocettori. La propriocezione è quindi la capacità di percepire, controllare e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio. Questa capacità, ai fini pratici, si traduce nell’equilibrio. Più la propriocezione è allenata, più facilmente riuscirò a gestire situazione che richiedono un forte equilibrio.

Un recente studio ha indagato sull’importanza della propriocezione in diversi sport come il calcio, il basket e la pallamano, scoprendo che la capacità di equilibrio degli atleti era significativamente correlata con la loro prestazione4.

In uno studio successivo, gli autori hanno valutato diverse propriocezioni corporee, mettendo a confronto la propriocezione della caviglia, della colonna vertebrale e della spalla. La propriocezione della caviglia era il fattore più fortemente correlato con il livello di prestazione sportiva, ed era anche il predittore più significativo del livello di prestazione sportiva5. Quindi, sebbene funzioni visive e vestibolari svolgono ruoli importanti nel controllo dell’equilibrio nello sport, la propriocezione della caviglia, all’interno del sistema propriocettivo, sembra essere il fattore chiave per il controllo dell’equilibrio che contribuisce ad aumentare in modo significativo la prestazione sportiva6.

Una recente revisione sistematica ha inoltre riassunto diversi articoli scientifici confermando che più la capacità di equilibrio è scarsa, più diventa un fattore intrinseco associato ad un aumento del rischio di lesioni alla caviglia7.

L'infortunio della caviglia in fisio10

All’interno della Fisio10 abbiamo un iter ben preciso per trattare in modo completo e professionale un infortunio della caviglia.

Come prima cosa avverrà il consulto con un medico o con un fisioterapista, per valutare l’entità della lesione e per scegliere un percorso riabilitativo in accordo con il paziente. Successivamente, in base alla fase dell’infortunio, vengono scelti i trattamenti elettromedicali o le tecniche fisioterapiche più adatte per togliere l’infiammazione e il dolore presente nell’articolazione. 

Dopo aver passato la fase acuta, ovvero quella in cui è ancora presente l’infiammazione con tutte le sue caratteristiche (gonfiore, rossore, dolore) si passa nella palestra di Rieducazione Funzionale per il percorso rieducativo al movimento. In questa fase verranno eseguiti esercizi sulla densità muscolare attraverso il Foam Rolling, sulla mobilità e allungamento muscolare, sulla stabilità dell’articolazione e sulla propriocezione ed equilibrio della stessa.

Nella nostra struttura l’obiettivo rimane sempre lo stesso: la salute della persona al primo posto.

 

bibliografia
  1. Kofotolis ND, Kellis E, Vlachopoulos SP. Ankle sprain injuries and risk factors in amateur soccer players during a 2-year period. Am J Sports Med 2007; 35: 458-466 [PMID: 17218660 DOI: 10.1177/0363546506294857];
  2. Woods C, Hawkins R, Hulse M, Hodson A. The Football Association Medical Research Programme: an audit of injuries in professional football: an analysis of ankle sprains. Br J Sports Med 2003; 37: 233-238 [PMID: 12782548 DOI: 10.1136/bjsm.37.3.233];
  3. Freeman MA, Dean MR, Hanham IW. The etiology and prevention of functional instability of the foot. J Bone Joint Surg Br 1965; 47: 678-685 [PMID: 5846767];
  4. D. Sekulic, M. Spasic, D. Mirkov, M. Cavar, and T. Sattler, “Gender-specific influences of balance, speed, and power on agility performance,” Journal of Strength and Conditioning Research, vol. 27, no. 3, pp. 802–811, 2013;
  5. J. Han, G. Waddington, J. Anson, and R. Adams, “Level of competitive success achieved by elite athletes and multi-joint proprioceptive ability,” Journal of Science and Medicine in Sport, vol. 18, no. 1, pp. 77–81, 2015;
  6. K. Aligene and E. Lin, “Vestibular and balance treatment of the concussed athlete,” NeuroRehabilitation, vol. 32, no. 3, pp. 543– 553, 2013;
  7. J. Witchalls, P. Blanch, G. Waddington, and R. Adams, “Intrinsic functional deficits associated with increased risk of ankle injuries: a systematic review with meta-analysis,” British Journal of Sports Medicine, vol. 46, no. 7, pp. 515–523, 2012. 

 


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