distacco spina iliaca antero inferiore Fisio10

IL DISTACCO DELLA SPINA ILIACA ANTERO INFERIORE (SIAI)

Il 4 Settembre mio figlio Riccardo (12 anni) ha partecipato con la sua squadra di calcio Padova Esordienti 2004 ad un torneo presso le località di Scortichino (FE) e San Martino Spino (MO).

Nella seconda partita Riccardo, durante un’ azione di gioco dove cercava di tirare in porta, è stato contrastato da un’ avversario subendo un colpo alla coscia.

Da quel momento il dolore alla coscia è stato talmente intenso da non poter più giocare.

Ho deciso di fissare, pertanto, una visita con Il Dott. Andrea Micaglio, un ortopedico pediatrico che visita presso il nostro Centro.

Il dolore che si evidenziava alla palpazione sotto la cresta iliaca latero anteriore ed esattamente all’altezza della SIAI (spina iliaca antero-inferiore) ha permesso allo specialista di diagnosticare un distacco apofisario dove inserziona il gran retto femorale.

La diagnosi è stata confermata dalla radiografia.

Questo tipo di infortunio è un tipico trauma delle ossa in accrescimento nei giovani calciatori.

Il distacco della spina iliaca antero-inferiore avviene per una forte contrazione del muscolo retto femorale. L’osso in fase di accrescimento presenta debolezze strutturali dovute alla rima di cartilagine di accrescimento e all’inserzione di grosse masse muscolari.

Le apofisi sono delle prominenze delle ossa e servono all’attacco dei legamenti.

Una brusca contrazione di una grossa massa muscolare durante un’azione di gioco può favorire il distacco di una piccola porzione d’osso (distacco apofisario) nella sua zona di inserzione tendinea, in quanto il tendine mal si adatta alla forte contrazione muscolare per la sua scarsa elasticità, e questo avviene soprattutto in prossimità delle cartilagini di accrescimento.

I distacchi apofisari si verificano dunque quando le ossa sono in accrescimento (fra gli 11 e i 17 anni) ed interessano soprattutto il bacino, e la gamba dove si inserzionano i tendini.

Ecco una breve classificazione:

  • Spina Iliaca Antero Inferiore (SIAI), tipica lesione del calcio, per violenta contrazione del muscolo retto femorale.
  • Spina Iliaca Antero Superiore (SIAS), per brusca contrazione del muscolo sartorio e del muscolo tensore della fascia lata.
  • Tuberosità ischiatica (NATI), per brusca contrazione dei muscoli posteriori della coscia, capo lungo del bicipite femorale, parte mediale del semitendinoso e del semimembranoso.
  • Tuberosità tibiale anteriore, per brusca contrazione del muscolo quadricipite.

Il dolore che compare è immediato e forte per cui diventa difficile anche camminare. I disturbi sono riferiti alla radice della coscia, posteriormente alla piega della natica se è interessata la tuberosità ischiatica o sotto il ginocchio per le tuberosità tibiale. La palpazione della zona inserzionale tendinea e l’estensione del muscolo provocano spesso dolore.

Raramente, quando il frammento distaccato è molto lontano dalla sua sede e non può formare un vero callo osseo, si deve ricorrere alla chirurgia.

La diagnosi del distacco della SIAI viene fatta con una radiografia: un frammento di osso irregolare si evidenzia distanziato dal margine dell’osso del bacino.

Il Dott. Micaglio ha prescritto a mio figlio riposo per 4 settimane unitamente a della  laserterapia e della bemerterapia, allungamento del comparto muscolare senza causare dolore e idrochinesiterapia in acqua termale. Successivamente, corsa e ritorno all’attività fisica.

Ora Riccardo è ritornato in campo. E per me è un piacere vederlo giocare.

Se pensate di soffrire di questo disturbo venite presso il nostro Centro Medico Fisio10 . Potete contattarci per avere un appuntamento gratuito con il nostro personale e avere migliori informazioni a riguardo della terapia e la cura del vostro caso.

release miofasciale Fisio10

IL RELEASE MIOFASCIALE

IL RELEASE MIOFASCIALE

Il Release Miofasciale è un metodo di lavoro che va a trattare il sistema muscolare con lo scopo di detensionarlo e di scioglierne le contratture. Vengono utilizzati semplici strumenti (tools) quali rulli, palline ecc. (ad esempio quelli di Trigger Point Performance Therapy) aventi lo scopo di contribuire a mantenere e migliorare l’elasticità muscolare di tutto il corpo.

In muscolo quando non è elastico è come una corda: perde la sua capacità di allungarsi e accorciarsi; inoltre, proprio come una corda, il muscolo può presentare dei nodi . Così come non è possibile sciogliere il nodo tirando la corda, allo stesso modo non è possibile eliminare un nodulo muscolare praticando solo lo stretching di un muscolo.

Presso il nostro Centro ci avvantaggiamo di questa metodica in presenza di tensioni muscolari locali o generalizzate, poichè il Release Miofasciale ha dimostrato di essere un ausilio eccellente per il processo post-riabilitatorio.

Lo possiamo utilizzare anche in ambito sportivo, sia prima che dopo la prestazione.

Lo utilizziamo prima per :

  • preparare i muscoli a tollerare quanto loro richiesto, ed il corpo alle azioni più efficaci possibili da un punto di vista biomeccanico
  • ripristinare l’elasticità e i corretti rapporti di lunghezza e  tensione per consentire ai muscoli di produrre la maggiore quantità di forza con il minimo dispendio di energia

Il risultato saranno prestazioni ottimali, riduzione dei traumi e un recupero più rapido.

 

Lo utilizziamo dopo per :

  • promuovere la circolazione nel tessuto muscolare che ha lavorato eccessivamente o presenta disfunzioni
  • ripristino dei rapporti lunghezza-tensione
  • accelerare il processo di recupero
  • controllare il dolore post-allenamento ( quello che comunemente ed in maniera spesso erronea viene chiamato “acido lattico” e che in realtà non sono altro che microlesioni del sistema muscolare che insorgono dopo l’allenamento con un picco massimo tra le 24 e le 72 ore dopo).

 

Il Release Miofasciale prevede delle metodiche di autosomministrazione che vanno ad agire direttamente sulle “aree problematiche” e sulle catene muscolari facenti capo a queste.

Il principio è quello di applicare il peso del proprio corpo sugli strumenti utilizzati, andando a modificare la leva per aumentare e diminuire la pressione a seconda della necessità. Vengono poi effettuati  scivolamenti, flesso-estensioni articolari e mobilitazioni con lo scopo di eseguire un vero e proprio automassaggio e “scollare” la fascia dal muscolo, riportandola all’originale elasticità.

I vari attrezzi hanno caratteristiche diverse per dimensioni e densità e ogni area ha metodiche di trattamento diverse e mirate.

Presso il Centro Medico Fisio10, il Release Miofasciale viene svolto nella palestra di Rieducazione Funzionale da personale specializzato che ha svolto dei percorsi formativi mirati quali:

  • Trigger Point Performance Therapy svolti dalla Trigger Point
  • Release Miofasciale Preventive Area svolti dall’ Elav Institute .

 

Se desiderate avere maggiori informazioni su questo metodo e pensate possa fare al caso vostro, venite presso il nostro Centro Medico Fisio10 . Potete contattarci per avere un appuntamento gratuito con il nostro personale e avere migliori informazioni a riguardo della terapia e la cura del vostro caso.